Recensioni

Confesso che sono abbastanza orgoglioso di Odissea Digital, la collana di opere lunghe (romanzi e/o antologie) di Delos Digital, che nel tempo sta proponendo opere a mio avviso di altissimo livello, che meriterebbero davvero di essere più conosciute dal pubblico. La selezione dei romanzi che facciamo è molto rigida, e per un titolo che entra in Odissea Digital ne scartiamo un centinaio, se non di più. Questo perché riteniamo che non ci sia altro modo per solleticare l’interesse dei lettori se non propo- nendo loro opere di grande livello, che pur svariando fra generi letterari diversi (in Delos Digital ci sono testi horror, di narrativa, thriller, fantasy, storici e altri generi) danno una caratterizzazione ben precisa alla collana, ovvero un serbatoio di nuovi talenti da proporre al pubblico attento e molto esigente che legge narrativa. Un esempio concreto di questo lavoro di ricerca di testi di qualità è il romanzo Me and the Devil di Maria Elena Cristiano, che è stato siglato come horror ma che, in qualche modo, oltre a rappresentare un ottimo esempio di come si possa scrivere di questo genere in modo intelligente, travalica un po’ i confni dell’horror tradizionale, per proporre una storia che fa delle suggestioni per la musica, per la poesia e per l’arte qualcosa di più (anzi, non solo) di un semplice strumento per evocare i fantasmi dell’inconscio e scatenare paura e inquietudine nel lettore. Me and the Devil è un romanzo che consiglio vivamente di leggere, per conoscere questa autrice e prendere confidenza con una collana che ci sta dando grandi soddisfazioni.

FRANCO FORTE, WRITERS MAGAZINE ITALIA

"Me and the Devil" è la terza prova per questa nostrana scrittrice che sicuramente riesce a stupire con la sua scrittura fluida, di facile lettura, coinvolgente, non scontata o noiosa. 

Stupendo è dire poco, leggetelo e mi direte...."

ELISABETTA MACERATESI, GHOST BOOKS

Me and The Devil. Quando lessi il titolo, e soprattutto quando vidi la copertina, non esitai un attimo a decidere di leggerlo, soprattutto avendo già letto L’isola delle bambole. E Maria Elena ha fatto ancora centro.
CLAUDIO DELLA PIETA', SENZ'AUDIO

Vi dirò, leggendo di notte "Me and the Devil" (aria condizionata a palla), non una volta mi sono ritrovata a guardare nel buio della mia stanza. Il libro si prende e non si molla prima di arrivare alla fine. Ma potete leggerlo anche di giorno...
MARIANGELA DI STEFANO, MATTE DA LEGGERE

"Un libro che affascina, un libro che si vende, un libro anche non volendo fa riflettere. Parliamo di Me and the Devil di Maria Elena Cristiano. Un libro con delle premesse incontestabili. Strutturato in maniera perfetta, vi porta nella periferia della città degli Angeli, dove una band formata da quattro ragazzi è in cerca di soldi e fama."

WALTER FABIANELLI, KONTROKULTURA.IT 

Sono anni che si parla di una deriva satanica del rock, di come alcuni testi, supportati da una musica elettronica e distorta, possano aizzare le folle, farle impazzire e portarle a commettere atti vandalici. Milioni di persone hanno puntato il dito contro questo genere musicale, preoccupati dal cambiamento che ha apportato nelle nuove generazioni e alla società in generale: “Satana parla attraverso il Rock”, dicevano i benpensanti degli anni sessanta. Poi, con il passare del tempo, gli psicologi hanno dimostrato che il rock è terapeutico, soprattutto per gli adolescenti, perché parla di temi ed emozioni tipici di quell’età, come la rabbia, l’amore e la trasgressione. La musica diventa un mezzo attraverso cui esprimere questi stati d’animo. E se invece i “benpensanti” avessero ragione? Se il rock fosse davvero la musica di Satana? Maria Elena Cristiano prende spunto da questa antica diatriba per scrivere la trama del suo libro “Me and The Devil” (2017), dove riesce ad intrecciare saggiamente e magistralmente la biografia del grande Robert Johnson a una storia di fantasia ma con basi di realtà.

SONIA LIPPI, MAGAZZINI INESISTENTI

"Siamo cresciuti imparando da Doctor Faustus che si può vendere l’anima al diavolo in cambio della più alta conoscenza del mondo e della natura stessa; ma il racconto insegna che Satana in persona, alla fine, richiede sempre un pagamento per i suoi servigi e l’anima di un essere umano è il prezzo di scambio più richiesto. Ma le regole possono cambiare se non è l’essere umano a richiedere un servigio? Può cambiare il pagamento se è il diavolo stesso ad offrirti la chiave per il tuo più profondo desiderio?"

GABRIELLA CICCOPIEDI, PINK MAGAZINE ITALIA

"Voglio essere cattivo e dichiarare apertamente, a tutti voi, che Maria Elena Cristiano, non ha inventato niente. “Me and the Devil”, il suo ultimo romanzo, prende spunto dalla vita e, soprattutto, dalla morte, di Robert Johnson, bluesman realmente esistito. Van Nuys è un sobborgo industriale di Los Angeles, dove prende vita (e morte, tanto per restare in tema), una delle rockband più maledette mai venute fuori al mondo. E allora, perché Maria Elena non ha inventato nulla? Semplicemente perché quel che lei racconta è la vita di ogni rockstar maledetta. Chiamatela come volete, Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin o il “Diamante pazzo” Syd Barrett, il diavolo è sempre morbosamente presente. E in certi casi, come per Frank e i suoi X Mas (un nome che ricorda tanto il Natale alla Tim Burton, quanto le impavide imprese degli uomini di Junio Valerio Borghese) è lui, quest’essere dal fascino abominevole, a “innamorarsi” della vittima di turno. E allora, se sei Maria Elena Cristiano, non hai bisogno di inventare nulla per catapultare il lettore in un mondo parallelo. C’è la musica – il blues –, c’è una trama intrigante, c’è lo splatter, e c’è sempre quella sottile e imprevedibile ironia che è ormai da tempo la cifra stilistica che più ci piace di questa giovane e diabolica scrittrice amante dell’horror e, appunto, della buona musica. A tratti viene in mente il Morrison/Kilmer di Oliver Stone, ma qui siamo sulle rive del Mississippi, dove impera la musica di Robert Johnson, dove il diavolo mette più che uno zampino nella carriera di un pugno di ragazzi catapultati da un giorno all’altro in quel fantastico mondo fatto di lustrini e paillettes, di groupies e interviste sempre le stesse, tutte uguali. Sigarette spente sulle mani dei fans, artisti fatti a pezzi, ragazzine adoranti, fidanzate uccise e intriganti poliziotte che vogliono vederci chiaro. Accendete il vostro alberello di Natale, sedetevi comodi e leggete tutto d’un fiato questo orrorifico racconto. ma state attenti, guardatevi intorno e, se suona alla porta uno sconosciuto, non aprite. Anche se il diavolo, se vuole proprio entrare, non ha bisogno di voi. Diavolo d’un blues!"

LEONARDO LODATO, LA SICILIA

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