Recensioni

Podcast di Mattia Sheldon con la recensione di "Belial. Le radici del Male".

Recensione di "Belial. Le radici del Male", pubblicata su Pink Magazine Italia

"Ho letto “Belial” di Maria Elena Cristiano in poche ore, completamente rapita dalla trama e dalla sua indubbia capacità di scrittura. Aleggia tra le pagine del libro il sussurro caldo e tenebroso del male; pagina dopo pagina non si può non rimanere affascinati dalla storia e dalla sua originalità. Accompagnata nella lettura dalla voce vibrante e maledetta di Marilyn Manson, i personaggi come gli scenari e le atmosfere sapientemente sviluppate, mi hanno condotto dinnanzi a paure recondite e alla concreta possibilità di chiedermi se “Belial” sia già tra noi o stia ancora aspettando il momento giusto per palesarsi.

Scopritelo anche voi leggendo il libro,  intanto vi auguro una buona lettura e un buon viaggio."

Recensione di "Belial. Le radici del Male", pubblicata su Il Colore dei Libri, a firma Sonia Lippi.

"La lettura è fluida, piacevole, ritmata, a tratti serrata, lo stile narrativo è lucido, in alcuni momenti emozionale, in altri spersonalizzato, crudo, cruento, ma solo per descrivere al meglio la dicotomia tra il bene e il male, sempre perfettamente in linea con la trama e con la mutazione dei personaggi."

"

Finale apocalittico ma aperto, che lascia con il desiderio di avere subito tra le mani il sequel che spero che l'autrice consegni presto alle stampe.

Insomma un libro bello, intenso, geniale, uscito dalla penna di Maria Elena Cristiano che reputo la scrittrice horror italiana più talentuosa dell'ultimo decennio.

Da leggere in una grigia giornata d'inverno, sorseggiando un ottimo vino rosso corposo e sgranocchiando cioccolato fondente.

Consigliatissimo agli amanti del genere e a chi è alla ricerca di una bella storia forte e avvincente".

Recensione di "Belial. Le radici del Male", a firma Claudio Sandrini

 

"Belial è un romanzo decisamente avvincente che, descrivendo un immaginario futuro apocalittico, accompagna il lettore dalla ricerca delle radici del male al disfacimento della società civile con l’annullamento di tutte le sue regole."

"La trama è molto originale e perfettamente calibrata per mantenere il lettore incollato al romanzo dalla prima all’ultima pagina. Sono, a mio parere, splendide le minuziose descrizioni dei dettagli medico-scientifici – cui l’autrice è avvezza in virtù della sua formazione – e quelle che riguardano ambienti e personaggi che, come per opera di un abile direttore della fotografia, aiutano a visualizzare, quasi cinematograficamente, numerose scene raccontate nel libro.

Sono stato estremamente colpito dallo stile narrativo di Maria Elena Cristiano che, pur solidamente fondato sulle sue letture, sulla padronanza del linguaggio e sulla sua passione per la letteratura si può, a mio giudizio, definire correttamente soltanto con il termine talento".

Recensione di "Belial. Le radici del Male", pubblicata su La Sicilia a firma Leonardo Lodato.

Recensione di "Belial. Le radici del Male", a firma Eleonora Calabrese, pubblicata su Scheletri.com 

"La storia è scritta in modo scorrevole, con molte parti scientifiche (non dimentichiamo che è scritto da un medico) ma comprensibili e necessarie per la costruzione della storia.

Il racconto si annoda e si snoda bene; parrebbe quasi un thriller. Ma non preoccupatevi, l’orrore c’è ed entra subdolamente fino a scoppiare in tutta la sua potenza nel corso della lettura. Nella storia sono ben inseriti anche l’amore, la distopia, lo splatter: tutto serve e concorre ad arrivare al gran finale. Che fa pensare.

Un’ultima cosa... il titolo non è stato scelto a caso".

"Siamo cresciuti imparando da Doctor Faustus che si può vendere l’anima al diavolo in cambio della più alta conoscenza del mondo e della natura stessa; ma il racconto insegna che Satana in persona, alla fine, richiede sempre un pagamento per i suoi servigi e l’anima di un essere umano è il prezzo di scambio più richiesto. Ma le regole possono cambiare se non è l’essere umano a richiedere un servigio? Può cambiare il pagamento se è il diavolo stesso ad offrirti la chiave per il tuo più profondo desiderio?"

GABRIELLA CICCOPIEDI, PINK MAGAZINE ITALIA

"Voglio essere cattivo e dichiarare apertamente, a tutti voi, che Maria Elena Cristiano, non ha inventato niente. “Me and the Devil”, il suo ultimo romanzo, prende spunto dalla vita e, soprattutto, dalla morte, di Robert Johnson, bluesman realmente esistito. Van Nuys è un sobborgo industriale di Los Angeles, dove prende vita (e morte, tanto per restare in tema), una delle rockband più maledette mai venute fuori al mondo. E allora, perché Maria Elena non ha inventato nulla? Semplicemente perché quel che lei racconta è la vita di ogni rockstar maledetta. Chiamatela come volete, Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin o il “Diamante pazzo” Syd Barrett, il diavolo è sempre morbosamente presente. E in certi casi, come per Frank e i suoi X Mas (un nome che ricorda tanto il Natale alla Tim Burton, quanto le impavide imprese degli uomini di Junio Valerio Borghese) è lui, quest’essere dal fascino abominevole, a “innamorarsi” della vittima di turno. E allora, se sei Maria Elena Cristiano, non hai bisogno di inventare nulla per catapultare il lettore in un mondo parallelo. C’è la musica – il blues –, c’è una trama intrigante, c’è lo splatter, e c’è sempre quella sottile e imprevedibile ironia che è ormai da tempo la cifra stilistica che più ci piace di questa giovane e diabolica scrittrice amante dell’horror e, appunto, della buona musica. A tratti viene in mente il Morrison/Kilmer di Oliver Stone, ma qui siamo sulle rive del Mississippi, dove impera la musica di Robert Johnson, dove il diavolo mette più che uno zampino nella carriera di un pugno di ragazzi catapultati da un giorno all’altro in quel fantastico mondo fatto di lustrini e paillettes, di groupies e interviste sempre le stesse, tutte uguali. Sigarette spente sulle mani dei fans, artisti fatti a pezzi, ragazzine adoranti, fidanzate uccise e intriganti poliziotte che vogliono vederci chiaro. Accendete il vostro alberello di Natale, sedetevi comodi e leggete tutto d’un fiato questo orrorifico racconto. ma state attenti, guardatevi intorno e, se suona alla porta uno sconosciuto, non aprite. Anche se il diavolo, se vuole proprio entrare, non ha bisogno di voi. Diavolo d’un blues!"

LEONARDO LODATO, LA SICILIA

Confesso che sono abbastanza orgoglioso di Odissea Digital, la collana di opere lunghe (romanzi e/o antologie) di Delos Digital, che nel tempo sta proponendo opere a mio avviso di altissimo livello, che meriterebbero davvero di essere più conosciute dal pubblico. La selezione dei romanzi che facciamo è molto rigida, e per un titolo che entra in Odissea Digital ne scartiamo un centinaio, se non di più. Questo perché riteniamo che non ci sia altro modo per solleticare l’interesse dei lettori se non propo- nendo loro opere di grande livello, che pur svariando fra generi letterari diversi (in Delos Digital ci sono testi horror, di narrativa, thriller, fantasy, storici e altri generi) danno una caratterizzazione ben precisa alla collana, ovvero un serbatoio di nuovi talenti da proporre al pubblico attento e molto esigente che legge narrativa. Un esempio concreto di questo lavoro di ricerca di testi di qualità è il romanzo Me and the Devil di Maria Elena Cristiano, che è stato siglato come horror ma che, in qualche modo, oltre a rappresentare un ottimo esempio di come si possa scrivere di questo genere in modo intelligente, travalica un po’ i confni dell’horror tradizionale, per proporre una storia che fa delle suggestioni per la musica, per la poesia e per l’arte qualcosa di più (anzi, non solo) di un semplice strumento per evocare i fantasmi dell’inconscio e scatenare paura e inquietudine nel lettore. Me and the Devil è un romanzo che consiglio vivamente di leggere, per conoscere questa autrice e prendere confidenza con una collana che ci sta dando grandi soddisfazioni.

FRANCO FORTE, WRITERS MAGAZINE ITALIA

"Me and the Devil" è la terza prova per questa nostrana scrittrice che sicuramente riesce a stupire con la sua scrittura fluida, di facile lettura, coinvolgente, non scontata o noiosa. 

Stupendo è dire poco, leggetelo e mi direte...."

ELISABETTA MACERATESI, GHOST BOOKS

Me and The Devil. Quando lessi il titolo, e soprattutto quando vidi la copertina, non esitai un attimo a decidere di leggerlo, soprattutto avendo già letto L’isola delle bambole. E Maria Elena ha fatto ancora centro.
CLAUDIO DELLA PIETA', SENZ'AUDIO

Vi dirò, leggendo di notte "Me and the Devil" (aria condizionata a palla), non una volta mi sono ritrovata a guardare nel buio della mia stanza. Il libro si prende e non si molla prima di arrivare alla fine. Ma potete leggerlo anche di giorno...
MARIANGELA DI STEFANO, MATTE DA LEGGERE

"Un libro che affascina, un libro che si vende, un libro anche non volendo fa riflettere. Parliamo di Me and the Devil di Maria Elena Cristiano. Un libro con delle premesse incontestabili. Strutturato in maniera perfetta, vi porta nella periferia della città degli Angeli, dove una band formata da quattro ragazzi è in cerca di soldi e fama."

WALTER FABIANELLI, KONTROKULTURA.IT 

Sono anni che si parla di una deriva satanica del rock, di come alcuni testi, supportati da una musica elettronica e distorta, possano aizzare le folle, farle impazzire e portarle a commettere atti vandalici. Milioni di persone hanno puntato il dito contro questo genere musicale, preoccupati dal cambiamento che ha apportato nelle nuove generazioni e alla società in generale: “Satana parla attraverso il Rock”, dicevano i benpensanti degli anni sessanta. Poi, con il passare del tempo, gli psicologi hanno dimostrato che il rock è terapeutico, soprattutto per gli adolescenti, perché parla di temi ed emozioni tipici di quell’età, come la rabbia, l’amore e la trasgressione. La musica diventa un mezzo attraverso cui esprimere questi stati d’animo. E se invece i “benpensanti” avessero ragione? Se il rock fosse davvero la musica di Satana? Maria Elena Cristiano prende spunto da questa antica diatriba per scrivere la trama del suo libro “Me and The Devil” (2017), dove riesce ad intrecciare saggiamente e magistralmente la biografia del grande Robert Johnson a una storia di fantasia ma con basi di realtà.

SONIA LIPPI, MAGAZZINI INESISTENTI

Recensione di "Me and the Devil", a firma Claudio Sandrini. 

"Tra le curve della trama, l’autrice esplora il delicato rapporto che gli uomini hanno con tutto ciò che trascende la sfera razionale e che faticano a comprendere. Lo fa attraverso il suo stile di scrittura estremamente fluido e scorrevole anche nei passaggi più crudi e cruenti che la scrittrice descrive con minuzia di dettagli. Maria Elena Cristiano è davvero abile a dipingere le scene con le parole, permettendo al lettore di crearsi immagini nitide di ciò che sta leggendo, quasi come fosse uno spettatore davanti allo schermo del cinema. Medesimo encomio per la scelta e la descrizione dell’ambientazione e per l’uso sapiente dei dialoghi che stilizzano perfettamente i diversi personaggi. Lo spettatore assiste alla discesa verso gli inferi dei quattro musicisti, provando una strana simpatia verso le loro debolezze, strumentalmente usate dal diavolo per compiere la sua missione di annientamento della loro natura umana.
Pagina dopo pagina il lettore si appassiona alla storia dei protagonisti di Me and the Devil, curioso di scoprire chi avrà, alla fine, la meglio nell’eterno scontro tra il bene e il male il cui esito non è mai scontato."

© 2020 by BABYLON CAFE'. 

  • w-facebook
  • Twitter Clean
  • Instagram Icona sociale