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  • Maria Elena Cristiano

Mazinga Z Infinity, ovvero la riscossa dei Nerd...


Metti una sera a cena... anzi, no. Metti una sera davanti ad una pizza alla caprese con birra alla spina ed un centinaio di bambini, repellenti con le loro guance rubizze e sudate e le mamme in sovrappeso infagottate in mantelli da improvvisate streghe, che ti corrono attorno al grido di "Dorcetto o scherzzetto?", in un delizioso romanesco sbiascicato.

Ecco, appurato che l'Italia non ha capito nulla di Halloween, ripartiamo dalla pizza e dalla birra, che è meglio...

Mangi in fretta, ti scoli anche il boccale, del tuo lui che ti guarda un po' contrariato, e poi, dopo aver comprato la confezione grande di pop corn al burro - fuck the dieta - ti infili nella sala di un cinema al centro di Roma e ti godi la sigla... Sì, perché, parliamoci chiaro, le sigle sono una parte fondamentale della nostra infanzia.

Pam pam pam... pam pam pam... Mazinger...

E poi arriva lui: corna che lanciano fulmini, ali di ferro rosso scarlatto che all'occorrenza si trasformano in accette, super lega Z dalle cromature blu e Brest Fire! Ma come chi è? Mazinga Z!

Ebbene sì, Halloween l'ho trascorso aggrappata al braccio della mia dolce metà sgranocchiando mais scoppiato e tornando d'un tratto ragazzina. Non spoilererò nulla dell'operazione nostalgia dal titolo Mazinga Z Infinity, proiettato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma alla presenza dello Stan Lee nipponico, al secolo Go Nagai (tranne dirvi che tutti i cattivi capitanati dal dottor Hell sono resuscitati grazie ad una divinità ritrovata nelle profondità del monte Fuji, dal fantasioso nome di Mazinga Z Infinity, che altro non è se non la porta di accesso del Goragon, la sovrapposizione di universi contigui e similari. Hell vuole sostituire il nostro cosmo con uno limitrofo e glielo impedirà Koji Kabuto, aiutato da Sayaka e da June incinta di Tetsuya), ma vi dirò in tutta onestà che mi è piaciuto un frego! Niente americanate infarcite di battute sexy ed allusioni a stelle e strisce, niente sterile patriottismo, ma una semplice fiera dei buoni sentimenti dove l'eroe arriva e a suon di super armi e mega cazzottoni, sbaraglia le forze del male e vince. E che bello per una volta credere che il bene trionfa, che c'è davvero qualcuno pronto a salvarci in ogni situazione, che c'è sempre una chiave, un'uscita, una luce in fondo al tunnel.

E per tutto questo tripudio di orgoglio nerd, devo ringraziare Davide, il mio uomo, che mi ha fatto scoprire il blues e Robert Johnson permettendomi di scrivere un libro, che mi ha fatto appassionare ai manga mostrandomi qualcosa di diverso dal mondo Marvel e mi ha causato la dipendenza da Caparezza. Cosa ho fatto io per lui? Gli ho insegnato che ho sempre ragione, come si porta via la spazzatura, come si piegano le mutande e ad annuire dicendo convintamente :"Mhhh... squisito...", anche quando il piatto è colmo di forme aliene e maleodoranti...

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