Cerca
  • Maria Elena Cristiano

Maria Elena Cristiano. "Me and the Devil": uno scrigno librario pieno di sorprese e di musica.

Intervista a firma Francesco Tortora, pubblicata su Primapaginanews.it




Un libro inusuale, con un percorso inusuale sia nei contenuti sia nella stesura. Puoi raccontarci come nasce "Me and The Devil"?

Nasce per caso, chiacchierando seduti davanti alla tv, bevendo birra. Il mio compagno, grande appassionato di Blues, mi tracciò brevemente i contorni della leggenda che aleggia attorno ad uno dei padri del genere: Robert Johnson. Mi raccontò dell’alone di mistero che ammanta la sua morte, avvenuta in maniera cruenta e precoce, tanto da far entrare di diritto il chitarrista vissuto negli anni ’30 nel famigerato Club dei 27. Da appassionata di rock, horror e leggende metropolitane, non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di scrivere una storia capace di mescolare stili musicali differenti, epoche storiche apparentemente lontane, fiumi di alcool, droga e perdizione e che avesse come maestro di cerimonie Satana in carne e corna.


La Musica ha un ruolo nettamente prevalente tra le tue passioni e non solo "tra le righe" ovvero nei tuoi scritti. Qual è il tuo punto di vista, in merito?

Vivo ascoltando musica. Lavoro, cammino, scrivo, mi addormento con in sottosfondo costantemente una colonna sonora. Il rock è stato il mio primo compagno di giochi, il cattivo maestro che mi ha insegnato la ribellione, la curiosità verso tutti gli aspetti della vita. Parole e musica, narrativa e melodia sono miei amici da sempre. Ambientare un romanzo nella California degli anni ’80, culla dell’indimenticato Glam Metal, far rivivere l’atmosfera di dissoluta spensieratezza che ha animato la mia adolescenza, mi ha divertito. “Me and the Devil” è sicuramente, fra quelli scritti fin’ora, il romanzo che mi assomiglia di più.


Un'ultima domanda, fatta pensando ai più giovani: senza emettere giudizi di tipo moralistico, sembra che le generazioni dei giovani e dei giovanissimi oggi vaghino in una specie di desertificazione culturale, nella Musica, nella Letteratura e in varie forme artistiche e di comunicazione. A questo punto, scrivere un libro sembra un atto di coraggio. A chi credi sia rivolto il tuo volume e cosa pensi circa l'approccio dei giovanissimi della nostra epoca nei confronti della Cultura intesa nella sua accezione più estesa?

Non sono ipercritica nei confronti degli adolescenti di oggi, dei Millenials, come sono stati ribattezzati dai ben-parlanti. Conosco molti ragazzi svegli, intraprendenti, avidi lettori, acuti. Molti altri, purtroppo, si lasciano fagocitare da un sistema basato più sull’apparire che sull’essere, si adeguano ai non valori di una società che spaccia per oro del misero ottone. Modelli senza talento alcuno, nella letteratura, nella musica, nel cinema, vengono presentati come modelli da imitare. Tronisti, veline, calciatori illetterati, ma milionari, bambine truccate, ancheggianti e anoressiche, dettano legge e per chi non ha una famiglia solida alle spalle, degli insegnanti competenti in classe e un cervello ben sviluppato su cui poter contare, sottrarsi a stili di vita impropri è difficile.

Scrivere, come cimentarsi in ogni forma d’arte, è sempre un atto di coraggio, ma è anche un atto che dobbiamo a noi stessi. Il mio romanzo è rivolto a tutti coloro che hanno voglia di osservare la realtà da un punto di vista più oscuro, che sono ferrei sostenitori dell’ironia come arma di difesa e di liberazione delle masse, che non si separano mai dal loro iPod. Per tutti gli appassionati di Blues, per gli estimatori del Rock e per i simpatizzanti dei ribelli in genere, “Me and the Devil” è una lettura indicata e divertente, acquistabile in un click:

https://www.amazon.it/Devil-Odissea-Digital-Maria-Cristiano-ebook/dp/B073C9SKSM/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr=%20




19 visualizzazioni

© 2018 by BABYLON CAFE'. 

  • w-facebook
  • Twitter Clean
  • Instagram Icona sociale