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  • Maria Elena Cristiano

La paura fa 90: happy birthday Mickey Mouse!

Ora tutti voi, miei fedeli lettori, vi starete chiedendo perché in un blog horror, gestito da una scrittrice che va a braccetto con Mefisto e pasteggia con carne d'infante (ma quanto mi piace esagerare…), trovi spazio un articolo che celebra il compleanno del Topo per antonomasia. Innanzitutto perché il blog è mio e lo gestisco io, e, in secondo luogo, perché Mickey Mouse, l'italico Topolino, oltre ad essere un compagno di giochi che alla veneranda età di 90 anni conserva ancora la freschezza di un adolescente, è uno dei primi protagonisti di cartoon per piccini che si è misurato con maghi, streghe e fantasmi, sfidando coi suoi guantini bianchi e l'aria fanciullescamente sorpresa, orde di demoni cimiteriali. Eh, sì. Non fate quelle facce soprese. Papà Walt Disney, dopo aver estasiato critica e pubblico con la proiezione dell'ormai celeberrimo "Steamboat Willie", terzo cortometraggio animato della serie Mickey Mouse, ma primo ad essere proiettato in una sala cinematografica il 18 novembre del 1928, si divertì a far vivere al suo figlioccio talentuoso e topescamente antropomorfo, avventure paurosamente divertenti, dei veri cortometraggi dell'orrore. Non ci credete? Godetevi questa perla datata 1929.


Non pago di aver fatto scontrare il topastro con fantasmi e scheletri, il buon vecchio Walt, pochi anni dopo, decise di far catturare Mickey da un folle scienziato pelato.

Ecco quella gotica avventura distribuita nei cinema nel lontano 1933:


La famiglia Disney cresce, di pari passo con il lievitare del conto in banca del suo fondatore ed indiscusso monarca, e nel 1937, il Topo temerario viene affiancato da quelli che diventeranno suoi, e nostri, inseparabili compagni: Pippo e Paperino. Eccoli a zonzo ne la casa dei fantasmi, precursori dei Ghostbuster che hanno allietato la nostra infanzia cinematografica:



La passione di Disney per l'horror, però, non nasce con il pluripremiato e sempre scapolo Topolino, ma contraddistingue la vena creativa del fondatore di Topolinia fin dai suoi esordi. Nel 1929, infatti, il futuro agente onorario dell'FBI, realizza per la serie "Silly Symphony" (Sinfonie Allegre) il corto metraggio "La caverna dei Diavoli" (Hell's Bell), che vado orgogliosamente a mostrarvi:


Il binomio infanzia/horror non è una scoperta di Peter Blatty e del suo sopravvalutato "L'Esorcista" e non è, ovviamente, una conquista cinematografica. Le varie Samara Morgan, Annabelle (la bambina, non la bambola!), fratellini alla The Grudge, gemelline in stile Shining, sono la rappresentazione moderna di un'accoppiata quanto mai antica. Il Male è affascinato dall'innocenza e i fanciulli, sovente, sono meno angelici di quanto si creda. Le favole dei fratelli Grimm grondavano sangue (le sorellastre di Cenerentola, nella fiaba popolare, vengono accecate dai corvi; la strega di Hansel e Gretel è una cuoca brava nel preparare stufato di carne umana, tanto per fare qualche esempio), prima che proprio la Disney, divenuta una multinazionale da sempre attenta al politically correct (salvo poi inserire la parola sex nel cielo dei lungometraggi o tratteggiare sagome di donne nude in Bianca e Bernie, perché i messaggi erotici subliminali eccitano le menti dei fanciullini e li invogliano a guardare i cartoni per piccini), le edulcorasse snaturandole. Il buon vecchio Walt era conscio dello stretto rapporto esistente fra fantasia ed orrore e, essendone affascinato per primo, non ha mai disdegnato qualche incursione nel mondo dell'oltretomba, accompagnando queste lugubri scampagnate con canti e suoni. Forse è anche per questo retaggio gotico che impregna le radici del più grande colosso di prodotti artistici per l'infanzia, che anche dopo la morte del suo creatore, la Disney ha continuato a sbirciare oltre il limitar del camposanto, basti pensare a film come Ocus Pocus, La casa dei Fantasmi, Qualcosa di Sinistro sta per Accadere, e probabilmente, sempre in quest'ottica, si colloca il remake con attori in carne ed ossa dell'intramontabile Dumbo che è stato affidato al regista gotico per eccellenza: Tim Burton. In attesa di piangere (io già l'ho fatto sul teaser) sulle gesta dell'elefantino che vola sulle ali della fantasia, sorretto dalle sue grandi orecchie, corriamo in edicola a comprare l'albo commemorativo per i 90 anni di Topolino, oppure rileggiamo i vecchi fumetti che tutti abbiamo in casa, certi nel profondo del nostro cuore malvagio di cultori dell'horror che anche il topaccio in guanti bianchi, pubblico concubino di una topina infiocchettata, ama infilare il suo nero nasino a pallina nei meandri oscuri dell'universo dark. E quindi:

Happy Birthday, Mickey Mouse!



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