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  • Maria Elena Cristiano

Hollywood Vampires: il Rock lotta con noi.



Al 9015 del Sunset Blvd, West Hollywood, si trova un locale chiamato Rainbow Bar and Grill. All'inizio dei ruggenti anni '90 i Guns n' Roses lo portarono all'onore delle cronache mondiali girandovi parte del costosissimo, e indubbiamente pacchiano, video della best ballad "November rain". Ma prima che i Gunners scegliessero quella bettola di poca classe per mostrare le grazie dell'allora signora Rose, il ritrovo annidato nel ventre molle del Sunset Strip, era già famoso nell'ambiente musicale per via del club che aveva sede al piano superiore e che era stato fondato da un gruppo di artisti che si facevano chiamare "Hollywood Vampires". Il club era un punto di riferimento per le rock star che vivevano o transitavano nella città californiana. Il suo fondatore era un certo Vincent Damon Furnier, al secolo Mr. Alice Cooper.

"Per entrare nel club, bastava bere più di tutti gli altri membri. In una sera normale, avrei potuto farmi una passeggiata e trovare lì John Lennon, Harry Nilsson, Keith Moon, travestiti come al solito da cameriera o da chauffeur. La settimana successiva avrebbero potuto esserci Bernie Taupin, Jim Morrison e Micky Dolenz".

(Alice Cooper)

Correva l'anno 1972 e i vampiri di Hollywood erano giovani, trasgressivi e talentuosi. Molti di loro avrebbero contribuito a cambiare per sempre la storia della musica mondiale.

Nel 2015 Mr. Bad Guy Cooper si accorge che la scena rock è diventata stantia, ha perso mordente, verve e sex appeal (ed ha ragione). Decide, quindi, di far uscire dal sacello i succhiasangue made in L.A. e insieme all'iconico Joe Perry e all'uomo dai mille volti Johnny Depp, entra in sala di registrazione e dà alle stampe un disco di cover, magistralmente eseguite dal super gruppo, che ripercorre la storia del rock dagli anni '70 ad oggi.

Ieri, 8 luglio 2018, gli Hollywood Vampires hanno scelto la cornice di Cavea, presso l'Auditorium Parco della Musica, per concludere il loro trionfale primo tour.

Palco rigorosamente nero, maxi schermo alle spalle della batteria con il disegno di un gigantesco pipistrello, simbolo della band, a dare il benvenuto ai fan accorsi per bearsi del talento di due dei numerosi padri del glam e veder da vicino Capitan Jack Sparrow. E proprio su quell'immenso led wall, durante l'avvicendarsi dei brani, sono scorse le immagini dei volti dei grandi della musica, scomparsi troppo presto o troppo in fretta: Lemmy Kilmister, David Bowie, Prince, Chris Cornell, Jimi Hendrix, The Last Vampire Sir Christopher Lee.

Una set list che ripercorre decenni di successi intramontabili che il gruppo esegue con vigore e cuore. Alice è vocalmente perfetto, immutabile nella sua andatura fiera, nel volto truccato come in un eterno Halloween. Conosce il palco, conosce il suo popolo e lo strega dalla prima entrata in scena. "Raise the Dead" fa esplodere il pubblico romano in un'orgia di applausi e grida, il karaoke sul ritornello della piratesca "My dead drunk friend" fa cantare l'intero stadio, mentre "Ace of Spades", con il compianto Lemmy che ammicca dalla sommità del palco, fa sciogliere i cuori dei vecchi fan dei Motorhead. I brani "People who died", di The Jim Carrol Band, e "Heroes", di David Bowie, regalano al pubblico la più grande sorpresa della serata: Johnny Depp. Scherzoso, gentile con tutti gli occupanti del parterre, felice di essere su quel palco a suonare, con la voce in stato di grazia, l'attore tanto caro a Tim Burton si rivela una vera epifania, non deludendo i curiosi accorsi per ammirarlo. Raccogliendo reggiseni e ammiccando alle ragazzine in prima fila, è, inoltre, entrato di diritto nella Rock n' Roll Walk of Fame. Gli inediti, "I want my now", "As bad as I am" e "The Boogieman surprise" fanno presagire che l'album che uscirà ad ottobre prossimo sarà una perla nera nell'opaco mondo dell'Hard Rock contemporaneo. L'encore con l'immortale "School's Out" è stata la degna conclusione di un concerto epico e romanticamente nostalgico.




Ed ora, dopo essermi calata nei panni della reporter, permettetemi qualche di digressione squisitamente personale.

Essere in prima fila ieri al concerto degli Hollywood Vampires è stato magico. Ascolto Alice Cooper da quando avevo 14 anni. Ho consumato il vinile di "Hey stoopid", ho cominciato a disegnare e a collezionare fumetti dopo aver letto le strip che accompagnavano il gradioso concept album "The last temptation", ho pianto su "Steven" e su "Only women bleed" decine di volte. Vederlo ieri sera è stato come mettere il suggello a decenni di fedele militanza. Sì, perché il rock è uno stile di vita, non semplice musica. Il Rock è ribellione, libertà, trasgressione, menefreghismo, impegno politico, disimpegno istituzionale, serio cazzeggio, sesso e sbronze. E' una comunità fatta di angeli brutti, sporchi e cattivi che siedono sempre dalla parte del torto. E va bene così.

Nota a margine per le donne che stanno leggendo l'articolo: sì, è bello proprio come sembra. Johnny Depp è uno strafigo, un modesto chitarrista, un bravo cantante una persona dalla gentilezza inaspettata e insospettabile. Ha il carisma di una rock star e lo sguardo di un adolescente.

Joe Perry… non pervenuto, e chiudiamola qui...

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