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  • Maria Elena Cristiano

Halloween, ovvero l'ignoranza del Cristianesimo

Già da qualche anno, ormai, verso la metà di ottobre, i negozi delle nostre strade si riempiono di graziosi festoni a forma di fantasma, pipistrello o vampiro e una miriade di teschietti fanno la loro beffarda comparsa nelle vetrine dei negozi asiatici e nelle aree gioco dedicate ai bimbi nei grandi centri commerciali. I cartelloni pubblicitari che fiancheggiano le strade si popolano di streghe sexy che invitano automobilisti e pedoni a partecipare a feste a tema, dj set e parate nei principali parchi giochi. Scoppia la "Halloween mania", fra bambini festanti, adolescenti che spezzano fialette puzzolenti e lanciano petardi come fosse carnevale, gestori di ristoranti con la panza che organizzano serate animate da balli caraibici e trenini degni del capodanno più fantozziano di sempre e matrone che si aggrappano al crocefisso pregando il Signore onnipotente che le protegga dall'arrivo del Diavolo e fulmini gli infedeli. Una gran confusione, insomma. Confusione per una festività che crediamo non nostra, che associamo ai film con il meraviglioso Michael Myers (che indossava una maschera ispirata al profilo perfetto di William Shatner all'epoca d'oro del Capitano James Tiberius Kirk) e di cui l'avvento del cristianesimo ci ha privato. Facciamo un passo indietro e scopriamo perchè Halloween non è una festa malvagia e nemmeno troppo pagana, ma un tributo al cambiamento. La notte delle streghe, quando i morti tornano a camminare sulla terra e si mischiano ai vivi, ha radici antiche, risalenti all'impero romano. I conquistatori del mondo allora conosciuto, infatti, nei giorni che corrispondevano, grosso modo, alla fine di ottobre ed i primi di novembre, celebravano sia la dea Pomona, protettrice dei frutti e dei semi, sia i Parentalia, festa dedicata al ricordo delle anime dei cari estinti. I celti sovrapposero a questo culto di origine latina i festeggiamenti del Samhain, ricorrenza che rendeva omaggio al periodo di transizione fra l'estate, tempo di raccolto, calore e produttività, e l'inverno, periodo freddo, austero e dedicato alla riflessione. La notte fra il 31 ottobre ed il 1 novembre i celti omaggiavano il motore principale della vita e dell'evoluzione: il cambiamento, in tutte le sue forme. Il passaggio dal giorno alla notte, dal caldo al freddo, dalla vita alla morte. I defunti in quella notte di transizione potevano passeggiare in mezzo ai mortali e farsi beffe di loro, oppure aiutarli. Una superstizione ammantata di una splendida metafora, che mette sullo stesso piano tutte le fasi dell'esistenza, che pone il trapasso nella giusta ottica di evento biologico inevitabile e niente affatto terrorizzante e che spalanca le porte alla percezione di dimensioni più ampie di quella terrena, senza per questo ancorarsi a nessuna fede in particolare. Un omaggio laico alla caducità ed al soprannaturale. E proprio per questa leggerezza nell'affrontare lo scottante argomento dell'aldilà che incontra l'aldiqua, il cristianesimo, e i suoi illustri esponenti, hanno ben pensato di demonizzare una festività innocua e divertente. Ma d'altro canto i danni provocati dai sacerdoti sono enormi, basti pensare alle briglie imposte alla scienza che hanno rallentato il progresso per secoli, alla santa inquisizione, alle posizioni anti-libertarie, e la demonizzazione dell' All Hallows' Eve è solo una delle tante, e, probabilmente, delle meno dannose, ma ugualmente odiose. Quindi, non sentitevi in colpa nel festeggiare il cambiamento, e, soprattutto, prima di mettervi denti finti e parrucche e andarvi a rimbambire in discoteca, approfondite le origini delle feste che vi spacciano per commerciali. Celebratele nel modo corretto e, magari, vi divertirete di più che a trascorrere l'ennesima notte a ritmo di House Music...


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