• Maria Elena Cristiano

"Doppelganger. Il Maligno". Il mio nuovo romanzo, Golem Edizioni, in uscita oggi.

Aggiornamento: 5 mag



Doppelgänger: (letteralmente "doppio viandante", nel senso di "bilocato"; tradotto in italiano come "alter ego" o "sosia") è un termine tedesco, composto da doppel, "doppio", e Gänger, "che va", "che passa" (da gehen, "andare"). Si riferisce a un qualsiasi doppio o sosia di una persona, più comunemente in relazione al cosiddetto gemello maligno o alla bilocazione; descrive anche il fenomeno nel quale si vede la propria immagine con la coda dell'occhio. In leggende e romanzi è un duplicato spettrale o reale di una persona vivente; nel folclore è inoltre descritto come uno spirito incapace di scomparire. In alcune mitologie vedere il proprio Doppelgänger è un presagio di morte, mentre visto da amici o da parenti di una persona può anche portare sfortuna o annunciare il sopraggiungere di una malattia.

(Da Wikipedia)


Gli specchi mi hanno sempre affascinato. Strumenti di vanità, di vacuo autocompiacimento, di feroce auto-critica, di rimprovero, di conforto. Varchi multidimensionali verso realtà sconosciute. Nello specchio il reale si riflette al contrario, si inverte, si sovverte. Alice attraversa lo specchio per perdersi, e poi ritrovarsi, in un mondo fiabesco, e angosciante, popolato di sorrisi incorporei e di filastrocche dove le parole si rincorrono perdendo il loro senso e la ragione smarrisce il suo lume. Lewis Carroll è stato probabilmente il più illuminato cultore della malia che anima gli specchi, trasponendo su carta quella sottile inquietudine che, almeno una volta nella vita, abbiamo provato tutti cogliendo un riflesso alieno sul fondo di un'immagine familiare riflessa in quella lucida lastra di vetro e argento.

"Il Diavolo vide la sua immagine riflessa in uno specchio e imprigionato restò", recita un vecchio adagio anglosassone (riferimento che ho usato nel finale del mio romanzo "L'isola delle bambole"; non lo hai ancora letto? Vergogna!). Nel Medioevo e durante tutto il Rinascimento era pratica comune coprire gli specchi nella stanza dove si trovava un moribondo, per la radicata convinzione che se al momento del trapasso un'anima vedeva il suo riflesso, sarebbe restata intrappolata nel cristallo lucido a tormentare i vivi rimasti ad abitare in quella dimora. La Catoptromanzia (l'arte di divinare il futuro attraverso l'uso di superfici riflettenti e specchi concavi) era uno dei modi più usati, ricercati e pagati per svelare gli accadimenti futuri e leggere quelli passati. Maghi, profeti, indovini e astrologi del calibro di Nostradamus, Rasputin, Roll, Crowley erano soliti consultare un particolare tipo di specchio: quello nero.

Lo specchio nero è uno degli ausili base di ogni strega, fattucchiera o maga che si rispetti. Può essere ricavato da un pezzo di ossidiana ben levigata, da una pietra lavica lucidata o da un comune specchio dipinto con il catrame nella parte posteriore (io ne ho uno di ossidiana). Ma a cosa serve esattamente uno specchio nero? A divinare il futuro? No. A scovare dettagli imbarazzanti del passato di chi ci sta sulle balle? Non proprio. Lo specchio nero è una sorta di particolare tavola spiritica. Se ci si pone davanti ad esso in religioso silenzio, dopo qualche minuto di intensa meditazione, immersi nella penombra, rischiarati dalla sola luce di una candela messa sotto di esso e si fissa intensamente la superficie scura con fissa immobilità, si può entrare in contatto con il proprio doppio eterico, il Doppelganger, per l'appunto. Il doppio eterico è quella parte della nostra energia immortale che precede il corpo astrale ed è legato a quello spiritico (quello, per intenderci, strettamente adeso al nostro corpo fisico). Questa parte non decidua della nostra forza vitale conserva la memoria di tutte le nostre precedenti incarnazioni (sì, stiamo parlando proprio di vite precedenti) e una volta "visto" è costretto a raccontare tutto quello che sa, aiutando la sua attuale incarnazione a risolvere problemi sfruttando pregresse conoscenze e possibili "proiezioni" a breve termine. Si dice che Walt Disney ne avesse uno a piedi del letto e che Giovanni XXII ne tenesse uno sempre a portata di mano.

Da questo bagaglio di ricerche, di curiosità e di acquisti nei mercatini dell'occulto, nasce il mio nuovo romanzo: "Doppelganger. Il Maligno", in uscita il prossimo maggio per Golem Edizioni. Un viaggio lisergico, adrenalinico, erotico, scanzonato, sanguinoso e molto macabro nella magia, nella reincarnazione, nella cattiveria umana, nella codardia e nel coraggio. Un romanzo che ho amato e che amo in maniera estremamente viscerale e personale.

Ecco a voi la sinossi:

"Alan Hydestorm e Pamela Brew dirigono, nell’ammaliante Londra, un’agenzia che procaccia – in maniera non propriamente lecita – opere d’arte per ricchi annoiati, malavitosi, “collezionisti” di stranezze d’epoca, libertini dalle costose fantasie erotiche.

Mr Hydestorm, da qualche mese, intreccia una focosa relazione con la figlia diciassettenne della sua socia, Margaret Wellington, giovane ribelle in perenne attrito con l’autoritaria, grassa e sgraziata madre.L’interesse della bella studentessa per la pratica della magia la condurrà a frequentare la Bottega delle ombre. Il negozio di esoterismo nel cuore di Portobello Road è gestito da Rebecca Weller, intraprendente wicca alla quale Margaret chiederà aiuto per paura di perdere l’uomo che ama.

In una minuscola bottega di souvenir alle pendici del Gargano, in Puglia, Alan verrà conquistato da un antico manufatto esoterico: uno specchio nero. Perdutamente invaghito dell’antico cristallo, il trafficante d’arte lo acquisterà per appenderlo troneggiante alla parete nel salotto del suo appartamento londinese. Il varco che l’oggetto spalancherà sulla vita dei protagonisti stimolerà un’insaziabile sete di sangue, sesso e potere. La battaglia fra desideri e giustizia si farà sempre più aspra e senza esclusioni di colpi, fino a trasportare la trama verso un epilogo doloroso e inevitabile dove i peccati di ognuno verranno soddisfatti e puniti nello stesso terribile frangente."

Ringrazio Giancarlo Caselli della Golem Edizioni per aver dato la possibilità al mio Doppelganger di andare libero per il mondo.

Ringrazio voi, miei lettori, per seguirmi sempre con passione e curiosità e sono certa che il prossimo viaggio che faremo insieme vi lascerà piacevolmente sopresi.

Ah, mi raccomando, prima di lasciare una stanza dove c'è uno specchio, controllate sempre che la vostra immagine riflessa vi segua e non resti ad ammiccarvi, beffarda e divertita, dal limitare della realtà al contrario.


Leggi un estratto di "Doppelganger. Il Maligno"

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Se ti è piaciuto l'articolo, amerai i miei romanzi:

- Hell's Gate

- L'isola delle bambole

- Belial. Le radici del Male

- Me and the Devil


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