Cerca
  • Maria Elena Cristiano

Della scrittura, dell'arte e di altri demoni


Questa mattina ero a colloquio con il mio editore, ciarlando amabilmente del nuovo piano promozionale per la quinta ristampa de "L'isola delle bambole" in visione dell'uscita del secondo capitolo della saga (probabilmente verso la fine del prossimo anno) che si intitolerà, almeno nei miei intenti quanto mai provvisori, "La setta del Diavolo triste". Fra un caffè, a dire il vero amaro e un po' bruciacchiato, ed un commento sul freddo pungente di una Roma ammantata di grigio, il barbuto signore mi ha chiesto: ma da dove trai l'ispirazione? Non avete idea di quante volte lettori, curiosi e appassionati di gotico, fantasy e horror mi hanno posto la stessa domanda. Durante le lezioni dei corsi di scrittura creativa che ho tenuto e che terrò (per sapere dove e quando restate connessi sulle mie pagine e sul mio blog), ho trattato l'argomento "ispirazione" da diverse angolazioni: ponendo l'accento sull'osservazione, l'arma più potente a disposizione di qualunque scrittore, sulla fantasia, sulla cronaca, sul quotidiano. Su tutti gli aspetti di quel variopinto carrozzone che chiamiamo vita e che rappresenta il lago incantato, o inquinato, da cui ogni autore pesca con l'amo del suo estro i capisaldi delle storie che andrà a narrare. In genere, ve lo garantisco, è una delle lezioni più interessanti che tengo e anche una di quelle più dense di commenti e aneddoti addotti dai corsisti.

Però l'universo di un autore gotico è differente. Noi scrittori horror siamo differenti. La nostra immaginazione si nutre e divora tutte le fonti sopra citate, ma rielabora gli input in maniera asincrona, sconnessa, a volte caotica, immaginifica, sovente perversa. Vi faccio un esempio, personale... molto personale.

Ieri mi sono svegliata verso le otto e mezza di una mattinata glaciale sussurrando a fior di labbra una frase apparentemente senza senso. Riemergevo a fatica da un sogno quanto mai concitato nel quale correvo a perdifiato in una cittadina desolata in pieno stile The Walking Dead, con tanto di zombie e sopravvissuti barricati nei pochi fabbricati risparmiati dalle razzie e dall'incuria. Mi rifugiavo in una sorta di palazzone abbandonato, in tutto e per tutto simile al mio vecchio liceo, e scoprivo che i morti viventi che infestavano lo stabile erano tutte donne dai capelli color lavanda, con un occhio suturato con grossolani punti di rayon e privo del bulbo oculare e un moncherino al posto della mano sinistra. Fuggo da questa infausta visione facendomi largo fra torte coperte di glassa e sangue che rievocano parti anatomiche dissecate. Scivolando fra cascate di marmellata di fragole, arrivo in un appartamento con le pareti bianche, una porta rossa, scaffali stracolmi di giocattoli anni '80, soprattutto action figures di Mazinga e Jeeg, e vedo un tipo alto, con la barba e una cascata di ricci ribelli sulla testa che sta preparando una valigia. Mi guarda e mi incita a sbrigarmi perché si sta facendo tardi e da "qui se ne vanno tutti". Salto da una finestra aperta e mi ritrovo di fronte alla scrivania del mio studio, dove sul monitor del mio portatile è aperta una pagina di word dove troneggia e lampeggia la scritta: GHOST TOWN + GHOST WRITER = VOGLIO DARE VITA A CIO' CHE SCRIVO

Risultato? Ennesima visita da uno psichiatra mio amico... no, scherzo (?!). Nuovo romanzo in lavorazione.

Perché questo piccolo viaggio nel mio mondo onirico? Per far presente a tutti gli aspiranti autori fantasy-horror-noir che l'ispirazione per scrivere storie dell'assurdo e del grottesco, come amava definirle il caro Edgar Allan Poe, può essere tratta, con un po' di abilità, pazienza e senza barriere concettuali, direttamente dal nostro subconscio, serbatoio saturo e prolifico di idee, associazioni, ricordi rielaborati ed immagini. La nostra parte oscura, ribelle, anticonvenzionale, spesso ci parla, anzi ci urla la sua esistenza dai margini del nostro inconscio e i sogni, gli incubi e i deliri sono una strada lastricata di impervie pietre preziose a disposizione della nostra creatività.

Quindi non trascurate i vostri mostri. Curateli. Nutriteli e usateli.

Se ti è piaciuto l'articolo, amerai il mio nuovo romanzo:

"Me and the Devil" il nuovo romanzo di Maria Elena Cristiano

https://www.amazon.it/Devil-Odissea-Digital-Maria-Cristiano-ebook/dp/B073C9SKSM

1 visualizzazione

© 2018 by BABYLON CAFE'. 

  • w-facebook
  • Twitter Clean
  • Instagram Icona sociale