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  • Maria Elena Cristiano

Copia di Un sogno nel sogno, Edgar Allan Poe.


“Mi hanno chiamato folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell'intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell'intelletto in generale".

(Edgar Allan Poe).

Caustico. Sognatore. Folle. Visionario. Libero. Sovversivo. Truffatore. Mercenario. In poche parole: un'artista.

Edgar Allan Poe nasce a Boston il 19 gennaio del 1809, da una coppia di attori britannici che battezzarono il loro secondogenito, il futuro re del gotico moderno, rubando il nome ad uno dei protagonisti del King Lear di Shakespeare. Il padre abbandonò moglie e figli l'anno successivo e, dopo poco, la madre morì di tubercolosi. Il piccolo Edgar fu cresciuto, mai adottato legalmente, da una famiglia di commercianti scozzesi trasferitisi a Richmond, in Virginia, gli Allan. I rapporti con la famiglia putativa, mai idilliaci, saranno un alternarsi di punizioni e rigidi steccati morali e religiosi, metodi quanto mai inadatti ad una stirpe di mercanti di schiavi, vera vocazione di John, patrigno del futuro creatore di Arthur Gordon Pym. Poe seguirà gli Allan in Inghilterra e qui si avvicinerà alla poetica britannica e scoprirà il fascino del gotico europeo. Tornato in America, tenterà di affrancarsi dal giogo parentale, arruolandosi nell'esercito, con scarso successo a causa dell'innata idiosincrasia per la disciplina. Si innamorerà perdutamente della madre di un suo compagno di College. Sposerà una cugina appena tredicenne. Tenterà di fondare una sua rivista. Combatterà una guerra senza quartiere contro l'editoria del tempo, in vero non poi così diversa da quella attuale, per far riconoscere la validità legale del diritto d'autore. Creerà personaggi indimenticabili come il detective Auguste Dupin, progenitore del moderno poliziesco, vergherà poesie immortali e imperituri lazzi linguistici, come il celeberrimo "The Raven" ("Il corvo"), scaverà nel profondo delle paure più irrazionali dell'animo umano nei suoi ineguagliabili "Racconti del grottesco e dell'arabesco". Il suo "Gatto nero" gratterà per sempre all'uscio della nostra colpa."Il cuore rivelatore" della vittima di un immotivato fastidio, continuerà a battere nei recessi più profondi del nostro subconscio. "Il diavolo nel campanile", ci rinfaccerà la gretta ignoranza condita di superstizione con cui siamo impastati. "Gli occhiali", illumineranno la nostra superficiale distrazione. "Il crollo della casa Usher" è li per rammentarci che il Male esiste e, a volte, si abbatte sull'umanità senza alcuna ragione apparente. "La verità sul caso di Mr. Valdemar" ci sussurra che dopo la morte qualcosa potrebbe esserci, ma non è affatto detto che sia ciò che immaginiamo o che ci hanno costretto a credere.

Un uomo complesso, Poe. Uno spirito in bilico fra sanità mentale e follia, dannazione e redenzione, ateismo e cieca fede. Fiero del suo essere diverso dalla massa, terrorizzato dalla solitudine che l'unicità porta con sé. Tormentato dai suoi demoni. Oggetto di scherno da parte degli scrittori a lui coevi. Emarginato perché ritenuto pericoloso. Indomabile. Un volto segnato dalla povertà e da una spiritualità sensuale, quasi carnale. Lo sguardo stralunato di chi ha visto ciò che si cela dietro il velo della materia e lo ha accettato come una maledizione benedetta.

Icona di stile narrativo, resta uno dei personaggi più attuali della cultura moderna.

La letteratura ha un debito incolmabile con Edgar Allan Poe. A lui si deve la rinascita del gotico, che si libera dal sudario appiccicoso del romanticismo europeo, per tuffarsi nel mondo psicoanalitico delle fobie, che diventeranno tanto care a geni come Matheson o Lovecraft. Grazie al folletto di Boston la morte, intesa come cambiamento, come eternità dell'immutabile, come superamento della materia e percezione dell'irreale, irrompe nella poetica romantica, gettando le basi del Dark contemporaneo. La sua visione della narrativa, sostenuta con vigore in saggi come "Il principio poetico", rivaluta l'importanza sopita dell'allegoria, rivendicando il dovere di uno scrittore di celare sotto il tappeto di una storia significati più profondi e, di fatto, dando nuovo spessore e dignità ad un genere, l'horror, ritenuto da sempre di puro, e a volte infimo, intrattenimento.

La sua vita, al limite della morale e i suoi eccessi, sono diventati terreno fertile per la nascita di leggende metropolitane che continuano ad alimentarne il mito. La sua stessa dipartita, avvenuta il 7 ottobre del 1849, dopo quattro giorni di delirio, ha infittito l'alone di irreale mistero che avvolge l'esile figura del poeta scarmigliato. Assassinato? Vittima del delirium tremens? Nessun'autopsia ha mai chiarito le cause della morte del letterato ed i documenti che ne attestarono il decesso sono andati smarriti.

Un sogno nel sogno.

A dream within a dream.

La vita e l'arte. L'arte che imita la vita. La vita che sfida l'immaginazione.

Buon compleanno Edgar, ovunque tu sia.

Che i demoni danzino ancora con te nel bianco plenilunio.


Se ti è piaciuto l'articolo, amerai il mio nuovo romanzo:

"Malefici"

https://www.lafeltrinelli.it/libri/maria-elena-cristiano/malefici/9788894433593

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