News ed Eventi

Intervista a Radio Rock nella trasmissione di Paulonia Zumo per la presentazione del nuovo romanzo:

                          Belial. Le radici del Male.

Intervista ai microfoni di Blues Station, programma radiofonico di Mauro Alberghini sulle frequenze di Radio Città del Capo.
La mia intervista su VoxLibri, programma condotto da Antonio Orlando per la regia di Nicola Decio Dimatteo.
Intervista su "La zona morta" a firma Davide Longoni.
 
Intervista ai microfoni di Radio Radio by Night.
 

Libri. “Me and the Devil” di Maria Elena Cristiano: horror e musica in un romanzo a tinte forti.

 

Una mia intervista su Barbadillo a firma Marco Petrelli.

Intervista a Radio Radio, per parlare di "Me and the Devil" e della Agenzia Letteraria che dirigo: Babylon Café 
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Me and the Devil

Intervista pubblicata su Primapaginanews.it a firma Francesco Tortora.

Un libro inusuale, con un percorso inusuale sia nei contenuti sia nella stesura. Puoi raccontarci come nasce "Me and The Devil"?

 

Nasce per caso, chiacchierando seduti davanti alla tv, bevendo birra. Il mio compagno, grande appassionato di Blues, mi tracciò brevemente i contorni della leggenda che aleggia attorno ad uno dei padri del genere: Robert Johnson. Mi raccontò dell’alone di mistero che ammanta la sua morte, avvenuta in maniera cruenta e precoce, tanto da far entrare di diritto il chitarrista vissuto negli anni ’30 nel famigerato Club dei 27. Da appassionata di rock, horror e leggende metropolitane, non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di scrivere una storia capace di mescolare stili musicali differenti, epoche storiche apparentemente lontane, fiumi di alcool, droga e perdizione e che avesse come maestro di cerimonie Satana in carne e corna.

Intervista pubblicata su Dimensioneparallela.blog a firma Walter Fabianelli.

 

Oggi incontriamo l’autrice già recensita nel mio Blog con il libro che mi ammaliato e affascinato. Parliamo di Maria Elena Cristiano e del suo Me and The Devil. Sono rimasto incantato dalla storia lineare, senza sbavature e ricca di conflitti. Un ottimo cocktail di sesso, droga e affari sporchi in una Los Angeles all’apice della cultura pop. Da non perdere! Come l’intervista qui sotto, per cui non perdo altro tempo e sentiamo cosa ci racconta l’autrice.

Intervista a firma Adriana Rezzonico, pubblicata su Giallo e Cucina.

Abbiamo oggi il piacere di incontrare nel nostro salotto Maria Elena Cristiano. Benvenuta e grazie per la tua disponibilità.

Chi sei e quando hai iniziato a scrivere?

Salve a tutti e grazie per avermi accolto in questo piacevole spazio virtuale. Sono una scrittrice horror di Roma, nata e cresciuta nel cuore della Capitale. Ho alle spalle una formazione

 

prettamente scientifica, dato che mi sono laureata in Medicina e Chirurgia qualche anno fa, ma ho appeso il mio attestato al muro, ornato da una bella cornice, per dedicarmi al mio primo e vero amore: la scrittura. Invento storie da quando ho memoria. Mi divertivo, da bambina, a terrorizzare i compagni di scuola raccontando avventure di spettri, gremite di scheletri e maledizioni. Da adolescente il mio professore di Letteratura mi regalò un’edizione tascabile de “I racconti del macabro e del grottesco” di Edgar Allan Poe e dopo aver letto “Il cuore rivelatore”, decisi che sarei diventata una scrittrice. La via era tracciata e maestri come King, Matheson, Davidson, Barker e molti altri hanno illuminato la strada con il fuoco della loro creatività.

Intervista pubblicata su Libri Dal Salotto per il mio romanzo: Belial. Le radici del Male.

Ad Ottobre è uscito il tuo ultimo romanzo “Belial” – che ho letto e amato moltissimo – raccontaci un po’ chi è Belial e cosa si cela tra le pagine di questa tua ultima creatura…

Sono davvero felice che il mio nuovo romanzo ti sia piaciuto. Chi è Belial. Bella domanda. Nell’iconografia demoniaca, per la precisione nell’Ars Goetia, Belial è uno dei luogotenenti di Satana. Signore dell’inganno, della rabbia, della furia. Fiero e terrificante. Nel mio romanzo è il nome di una droga capace di liberare sia gli istinti più brutali, che quelli più sublimi che l’uomo è stato creato per provare. La mia ultima creatura si discosta molto da tutto ciò che ho scritto in precedenza. E’ la prima volta, infatti, che mi cimento con una storia francamente distopica, violenta al limite del disturbante, intrisa di critica sociale, cattiva e corale. Una storia che si snoda su due piani narrativi distanti e inestricabilmente legati e che solleva una domanda fondamentale: quanto è pericolosa l’assoluta, indiscussa, libertà?