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"La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell'ignoto."
 

Howard Phillips Lovecraft
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L'isola della bambole.

 

L’isola delle Bambole è un atollo immerso nelle acque limacciose della laguna di Xochimilco a Città del Messico. Un lembo di terra coperto di vecchie bambole. Una leggenda aleggia su quelle terre sperdute. Uno spettro canta ogni notte una nenia infernale. Un medium con trascorsi da gigolò e truffatore, un immortale dai lunghi canini affilati, lo spettro di un ragazzo trucidato nella strage del Liceo Columbine e una scettica giornalista televisiva saranno chiamati a indagare su questa antica maledizione. Riusciranno a placare le ire della Strega che Canta? O perderanno la vita e l’anima sfidando forze ancestrali e furenti?

Fred Wallstone è un simpatico ciarlatano che si spaccia per medium. Fingendo di parlare con le anime dei defunti, raggira ricche vedove e le seduce con i suoi modi raffinati da consumato gigolò. La calma programmata della sua vita da truffatore viene sconvolta dall'arrivo di Joseph Fuller, un vero spettro in ectoplasma e spirito. Ne nasce la più improbabile fra le collaborazioni medianiche ed i risultati non tardano ad arrivare: il fantasma mette in contatto l'imbroglione con le anime di una moltitudine di cari estinti. In pochi mesi la popolarità di Wallstone balza alle stelle, così come il suo conto in banca. Le strabilianti abilità del medium più osannato d'America crescono ulteriormente grazie all'incontro, fortuito ed avventuroso, con un seducente dandy inglese, Sir Edward Howard IX Duca di Norfolk: bello, colto e vampiro. Naturalmente, il successo di Wallstone viene osteggiato da diversi agguerriti detrattori e, per dimostrare l'autenticità dei suoi poteri, sarà costretto ad affrontare il mistero che avvolge l’inquietante, sinistra e spaventosa Isola delle Bambole, in Messico.

Nota dell’autrice.

 

L'idea di ambientare un romanzo a Xochimilco nasce da un viaggio fatto a Città del Messico nell'estate del 2014, durante il quale ho avuto modo di visitare l'Isla de las Munecas e restare ammaliata dalla sterminata distesa di bambole, pupazzi, fantocci, marionette e simili con cui Don Julin Barrera ha addobbato il lembo di terra emersa dove è vissuto in perfetto eremitaggio fino alla morte. Parlare, anche se per poco, con il nipote Anastasio ha acceso nella mia mente, indiscutibilmente bacata, l'idea di scrivere una storia che avesse come protagoniste le bambole ed il mistero che avvolge il ritrovamento del cadavere della bambina sulle rive del lago Texococo e che alimentò l'ossessione di Julian.

Tutto quello che ho narrato nel romanzo, dalla strage del liceo Columbine avvenuta nel 1999 in Colorado alle vicende che hanno reso l'Isla de las munecas meta di turisti amanti del brivido che giungono da tutte le parti del mondo per visitarla, è stato il risultato di un'attenta e scrupolosa ricerca documentale e dell'arma più potente a disposizione di ogni scrittore: l'osservazione a servizio dell'immaginazione. Perchè, ovviamente, le vicende che si snodano attorno alla laguna messicana sono integralmente inventate ad uso e consumo degli amanti dell'horror, del mistery e del fantasy a forti tinte gotiche.

L'idea di un romanzo corale i cui attori e protagonisti sono esseri soprannaturali, nella fattispecie un medium, un vampiro, un fantasma e una sensitiva, è stata dettata da un bisogno in particolare: la voglia di portare su carta delle personalità complesse, stravaganti, alle quali i lettori potesserro affezionarsi proprio in virtù della loro indiscussa, ed eterogenea, diversità, sperando, magari, di leggere ancora delle avventure vissute dall'avventuroso quartetto di mia creazione.